La verità sulla crisi in Italia

Sono tornato dalla mia vacanza in Italia, da qualche settimana ormai.
4 settimane nel bel paese, che m’hanno devo dire illuminato.

Il 15 Ottobre era pure il mio compleanno e, come da qualche anno a questa parte ormai, ho passato la mia giornata speciale sull’aereo, fuggendo da Milano ad Abu Dhabi.
Passare il compleanno su un aeroplano, invece della solita torta e candeline con amici e parenti, è forse il regalo più bello che io mi possa fare, a mio parere.
Alla fine, se dovessi scegliere un luogo che rappresenti me ed il mio stato in questo momento, sarebbe sicuramente su un aereo…
…circondato da gente che non conosco proveniente da ogni parte del mondo, volando tra le nuvole a 10000 metri d’altezza e viaggiando verso una destinazione che spesse volte e’ ancora tutta da scoprire.
Cosa c’è meglio di questo per festeggiare il proprio giro di boa!!!?

A parte questo, devo ammettere che gli “anni di cristo”(+1) si fan sentire, non tanto per il fattore fisico, che grazie a dio non mi da grossi problemi, ma quanto per il fattore sociale.
I miei amici….quasi tutti sposati o conviventi.
Quasi tutti con figli, chi il secondo addirittura….altri già divorziati.
Quasi tutti con una carriera avviata ed una strada spianata di fronte a loro per i prossimi 40 anni.
Totalmente l’opposto della mia vita, ovviamente: single, senza fissa dimora ed a caccia della prossima avventura.

Rivedere tutti gli amici di un tempo e sentirsi un po’ spaesato, m’ha fatto sentire come un alieno piombato in una città affollata con la sua astronave; tutti ti guardano un po’ scioccati ed incuriositi, mentre tu stesso cerchi di capire cosa ti sia successo e perché ti senti così fuori luogo, nel posto che invece ti dovrebbe far sentire più “a casa” al mondo.

Le impressioni quindi che ho avuto dell’Italia questa volta, sono state decisamente diverse da quelle che pensavo mi aspettassero, considerati i feedback ricevuti due anni fa durante l’ultimo mio viaggio in Italia, dove “la crisi” era sulla bocca di tutti.

Questa volta, una cosa m’è saltata all’occhio immediatamente: Niente più crisi, ragazzi.
La crisi è finita.
Dite di no? Le cose sono 2: O la crisi non c’è più o la gente s’è solamente ADATTATA a questa nuova situazione ed ha ripreso la vita regolare di tutti i giorni, senza più spauracchi da macroeconomia.
In giro…. ho visto solo macchine nuove, gente con vestiti firmati, ristoranti, pizzerie, steak houses, sale slot machines, agenzie del lavoro ad ogni angolo e centri commerciali pieni.

Per cui, a rigor di logica, la crisi economica non c’è.
La gente alla fine, sta bene, diciamocelo pure. Concetto relativo, ma a mio avviso è cosi.
Il pane in tavola ed un tetto sulla testa non ci mancano.
Anche chi e’ senza lavoro, sta bene. Non voglio generalizzare, ma in fondo in fondo, se uno cerca, un lavoro sono sicuro che lo trova.
Se lo trovano gli immigrati, che hanno già i loro problemi ad integrarsi, figuriamoci un italiano!
Magari non ben pagato o non quello dei propri sogni, ma un qualcosa lo si trova sicuro.

La gente pero’ non manca mai di lamentarsi, ovviamente; ma questo è un po’ nella natura dell’uomo (e dell’italiano soprattutto) che ha tendenze a volersi migliorare sempre….quindi trova spesse volte nel lamentio, il modo per sfogare le proprie frustrazioni di non progressione e di stanziamento in una situazione che magari non gli va proprio a genio.
Il lamentarsi è il modo che l’italiano ha di fare la sua piccola “rivoluzione personale”.
L’italiano, quando si vuole ribellare, lo fa in diversi modi:
può prendere e stravolgere tutto, comportando gravi squilibri alla propria quiete personale, oppure si può ribellare in modo più facile e confortevole, lamentandosi in modo verbale, che le cose non vanno come dovrebbero e che si vorrebbe fare questo e quello, senza effettivamente poi fare niente a riguardo.

Credo che con questo, alla fine, la gente cerchi solo di sentirsi un po’ più viva.

Non tutti sono alla ricerca di cambiare veramente la propria vita; molti sono solo alla ricerca del “nuovo sogno” da inseguire, per poterne parlare al bar o per avere un nuovo obbiettivo per cui lottare ed andare avanti.
Quello che m’e’ difficile capire è perché la gente si ostina a NON FARE…..A NON TENTARE, di migliorare la propria vita veramente, per non rischiare di buttare via un esistenza che, a quanto dicono loro, non gli va giù.
Se proprio non ti piace la tua vita e la vorresti cambiare, cos’hai allora da perdere?
Per come la intendo io e per come e’ generalmente concepita dalla collettività, la vita è comunque una gran palla, diciamocelo!
Almeno, a mio modesto parere. 🙂
Ok, ok…..calmi ragazzi!
Mi spiego meglio.
Ti svegli, vai a lavoro, torni a casa, mangi, vai a letto. And repeat.
1 volta a l’anno vai in ferie quando ci vanno tutti (lamentandoti poi che c’è bordello), compri casa a massimo 10-15km da quella dei tuoi genitori, vai a convivere, ti sposi, fai figli, metti via i soldini per un domani “che non si sa mai”, e poi quando finisci di lavorare (ah, tra l’altro ora è fino a 70 anni, mi dicono) spendi i tuoi risparmi per curarti tutte le malattie di merda che c’hai che ti sono venute perché ovviamente…hai lavorato fino a 70 anni.
Non vi sembra una palla a voi?? Non vi pare che ce l’abbiano venduta un po’ troppo bene per quello che veramente e’ ?
Sarà, ma a me sa un po’ di fregatura.

Qualcuno un giorno disse “Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine…”
Forse questa persona non aveva tutti i torti perché fondamentalmente, è proprio contrario alla natura umana.
evolution_of_manNoi, esseri in continuo cambiamento a livello cellulare, ci mettiamo di fronte ad una realtà sedentaria e statica, che ci crea dipendenza, che ci da sicurezza, che ci rende pigri e che ci rende schiavi alla fine…
Siamo esasperati dal fare la stessa cosa tutti i giorni, dall’andare al lavoro, dal metterci in fila nel traffico, dalle tasse, dai politici, ecc, e cerchiamo di ribellarci o di “rallegrare” un po’ la nostra esistenza comprandoci cazzate che non ci servono.

Siamo talmente sicuri e tranquilli che il nostro futuro sarà ricolmo delle stesse cose ogni giorno, che il solo pensiero che qualcosa cambi della nostra routine, ci fa paura, ci blocca e ci fa incazzare, perché ormai “comodi” sulle nostre poltrone ad osservare la vita scorrere.
Il cambiamento alla fine c’impaurisce, invece che stimolarci ed incuriosirci.

La monotonia invece ci tiene in vita.

Il nostro non metterci in discussione, il nostro non essere continuamente stimolati, non ci permettono di capire poi se siamo in grado di affrontare una nuova sfida, in caso poi arrivi veramente la necessita’ di cambiare.
La “vita tranquilla” alla fine ci rende fondamentalmente spaventati ed insicuri di noi stessi, di fronte alla novità ed al cambiamento.
O forse è solamente pura pigrizia, insita proprio dell’essere umano in se.

Creative-mottoMi sono accorto che vivo in unasocietà assurda.
Sembra che siamo noi quelli messi bene, nelle nostre fredde casette di cemento e ferro, tutti tristi e mogi a bestemmiare per quanto siamo stanchi di lavorare, invece che vivere “nelle capanne del terzo mondo”, dove tutti stranamente non hanno un cazzo ma hanno sempre il sorriso stampato sul volto.
Noi per avere la macchina, le scarpe firmate e il cibo in scatola nel frigo, lavoriamo tutto il giorno come degli stronzi e ci ammaliamo “di stress” ogni due per tre, mentre quei “poveracci” delle capanne, sono senza scarpe, tutti sporchi (ma senza una malanno) e campano fino a 200 anni.

Noi siamo quelli che passano la giornata a fare “gli schiavi” ed a lavorare per gli altri per la maggior parte della nostra settimana e della nostra vita.
C’innamoriamo del rituale caffe’-sigaretta, ci svegliamo a fatica la mattina ed alla lunga facciamo anche fatica ad addormentarci la sera, mangiamo di fretta schifezze già pronte, c’imbottiamo di medicine che ci distruggono perché crediamo che lavorare sia più importante che prenderci cura del nostro corpo.
Ci ritroviamo poi a correre in una stanza chiusa, piena di specchi e  gente in vestitini attillati alla moda,  sopra un tappeto che si muove da solo, per sudare e buttare giù il grasso e le schifezze che abbiamo mangiato, bevuto e fumato fino a 10 minuti prima.
C’indebitiamo fino alla morte per comprare una casa che non ci possiamo permettere, solo per stare tranquilli ed “essere sicuri” che tra 30 anni avremo finito di pagarla alla banca ed avremo un posto dove poterci rintanare, malati a lamentarci sulle medicine che dobbiamo prendere tutti i giorni per la pressione alta (se ci va bene) e a bestemmiare sulle nuove generazioni che non hanno voglia di far niente.
Chiediamo soldi alle banche, che ci terranno per i coglioni finchè non sputeremo l’ultima goccia di linfa vitale che c’è rimasta, per comprarci roba inutile; televisori 3D 1000 pollici  per guardare programmi televisivi del cazzo, senza senso, e pubblicità che ci fa il lavaggio del cervello. Ci compriamo cellulari da 1000 euro del cui potenziale utilizziamo solo il 3% (telefonare, messaggi e foto) per fare delle conversazioni tipo “butta la pasta che arrivo” o “hai visto Jessica che scarpe aveva l’altra sera?”, con gente che vediamo comunque tutti i giorni e che probabilmente abita al massimo a 15km da casa nostra.
Ci compriamo macchine potenti e SUV a rate, che non ci stanno nemmeno in strada e che non possiamo parcheggiare in paese, solo fondamentalmente per farci vedere dal vicino di casa o dagli amici.
Ci spariamo le pose l’un l’altro sui social networks, facendo un sacco di selfies del cazzo con la boccuccia a culo di gallina, senza mai pero’ spendere un secondo per guardarci dentro e vedere che persone siamo diventate.
Facciamo figli come comprare vestiti, crescendo poi un branco di coglioni viziati muniti di cellulari, che andranno a gestire la nazione ancora peggio di quei quattro farabutti che sono su ora.
Viviamo vite degli altri. Ci vestiamo tutti uguali, ci pettiniamo come gli One Direction e ci mettiamo dei pantaloni che sono scomodi per sembrare più fighi.
Vogliamo fare tutti i calciatori, le veline, o diventare stelle del cinema, senza poi considerare il fatto che la quasi totalità di quei personaggi qui, sono tutti belli e ricchi ma fottuti nelle loro vite private ed a livello sociale e psicologico.

La crisi….
Ma quale crisi?!
In Italia non c’è nessuna crisi economica!
Abbiamo la crisi dell’uomo occidentale, quello si !
La crisi del “tuvvoffa’ l’americano medio” !
La crisi, è dentro di noi. Ma solo se gli permettiamo di entrare.

Bisognerebbe iniziare a diventare i propri eroi personali…..costruire i propri sogni, senza seguire quelli degli altri.
Bisognerebbe iniziare ad ascoltarsi di più…..veramente….ed iniziare a darsi un po’ più di fiducia…in se stessi e negli altri, invece di cercare di fottersi l’un l’altro.
Bisognerebbe un po’ tornare bambini, come si suol dire.
Tornare ad essere se stessi, come lo si era quando avevamo 4 o 5 anni, quando non c’erano costrizioni sociali, economiche o razziali ad impedirci di sognare ed ascoltare noi stessi.

La vita è veramente un dono fantastico.
Non sprecarla in un cumulo di cazzate, è il minimo che possiamo fare per rispettare questo regalo che c’è stato elargito.

Forse, alla fine della fiera, il significato della vita è proprio quello di cercare di darle un senso.
Our very own.

be yourself,
and enjoy the ride.

livelifeasanadventure(pp_w650_h433)

46 thoughts on “La verità sulla crisi in Italia

  1. La tua disamina è condivisibile ei o in parte la condivido, c’è una parte forse troppo filosofica ma è piena di buon senso e logica, purtroppo crescere figli ed essere anti-conformista in Italia è quasi impossibile.

    • Sicuramente hai ragione sul fatto che crescere figli ed andare contro la tendenza comune sia una cosa ardua, in un contesto sociale occidentale come il nostro.
      Ti ringrazio per il commento. Mi fa piacere che tu abbia condiviso alcuni punti menzionati.
      🙂

  2. Condivido a pieno il tuo articolo, ormai la vita è diventata una monotonia e abbiamo degli schemi imposti da seguire per il “futuro”, anche se io di futuro non ne vedo proprio.
    Talvolta la gente non ha la volontà di prendere e darci un taglio, e provare a darsi un minimo di realizzazione personale. E da notare che non si tratta di coraggio ma di volontà (certo se hai gia un posto di lavoro fisso, casa o relazione è anche coraggio lasciare tutto per andare verso l’ignoto, come si dice “sai quello che lasci ma non sai quello che trovi”, tanto di cappello.
    Io per combattere questa monotonia sono venuta negli Usa e dopo solo due mesi che vivo qui sento quanto la mia vita sia cambiata in meglio, e finalmente io le abbia dato il senso che meritava!
    Se non ci avessi provato non lo avrei mai saputo, invece ho la possibilità di viaggiare, conoscere ciò che non conosco e confrontarmi con milioni di persone cresciute con altri costumi e stili di vita. Aprire la mente e darsi continuamente nuove sfide è il modo per sopravvivere allo schifo di mondo di oggi.
    Ciao e in bocca al lupo!

    • Ciao Roberta.
      Grazie per il bellissimo commento e complimenti per la tua nuova avventura negli States.
      Concordo pienamente con quello che dici che non sia facile mollare tutto, soprattutto con legami nel proprio paese così forti come lavoro sicuro od altro.
      Io comunque non sono convinto che avere queste sicurezze porti a qualcosa anche perché la vita e’ imprevedibile ed e’ meglio essere sempre pronti al cambiamento, piuttosto che sedersi e sperare che non succeda nulla.
      Leggiti magari il mio post precedente, dove parlo appunto di questo.
      Good Luck con la tua vita in USA.
      Io ci sono stato per 3 anni ed e’ stata una delle esperienze più forti e forgianti della mia vita.
      Remember to play the Diversity Lottery Visa entro il 31 ! 🙂
      ciao!

  3. mai letto un articolo più stupido.scritto probabilmente dalla solita zecca comunista arricchita che dall alto dei suoi soldi spara a zero su cose che non conosce.autore dell’articolo:uno gli immigrati sul lavoro vengono favoriti.due ci sono molti italiani che hanno difficolta economiche e non è che si lamnetano perchè non possono andare in vacanza ma perchè non possono essere indipendenti visto che si vive di lavori precari e sottopagati e fare figli in queste condizioni è impensabile.sai quante persone si sono suicidate per mancanza di lavoro e perchè non possono avere una vita dignitosa?.sai quanti anziani e disabili non si possono curare perchè non hanno i soldi per le medicine?no non ne sai nulla.e allora evita di parlare

    • Grazie per il commento Ila.
      premetto che tu non abbia molto centrato il colpo sul mio canto, a mio parere, ma riconosco che la tua opinione potrebbe sembrare anche plausibile.
      La condizione in cui alcune persone si ritrovano in Italia non e’ alquanto semplice. Non ho mai dubitato di questo.
      Come non ho mai dubitato che noi continuiamo a permettere a chi controlla la nazione di infierire questi soprusi alla gente comune, senza fare fondamentalmente niente a loro o senza agire per migliorare la nostra vita.
      Grazie per avermi delucidato sul fatto dei malati e delle medicine….o sulle famiglie coi figli che non riescono a tirare avanti.
      Ti ricordo pero’ che anche noi comunisti arricchiti, aime’, non siamo esenti dall’essere in contatto con esperienze tali.

      Detto questo ti ringrazio nuovamente del commento.
      Spero che oltre a queste belle parole piene di passione, tu riesca anche a compiere delle azioni di altrettanto vigore per migliorare, se non quella di tutto il paese, almeno la tua di vita…..
      …se proprio ne senti il bisogno.

    • Mi fai pena…sfoghi la tua frustrazione da italianotta insultando e senza nemmeno un minimo di educazione.

      • Giovanni, ognuno e’ libero di esprimere la propria opinione, così come Ila ha fatto e così’ come io e te abbiamo fatto.
        Sicuramente lei ha un punto di vista diverso dal mio e dal tuo, quindi credo che i suoi appellativi nei miei confronti siano tuttavia giustificati, nonostante siano un po’ fortini.
        Sono mai poi esisititi i comunisti? 😉
        (per favore non parliamo di politica. questo e’ un blog serio. LOL Tnx)

  4. La crisi sarà anche dentro di noi, ma chi ha un attività la crisi anche se non c’è l’ha dentro la vede!altro che ristoranti pieni e centri commerciali, quelli forse si, in prima linea che lavorano da anni e ormai i mutui o i prestiti che avevano se li sono finiti di pagare e ora lavorano per inerzia se non hanno spese aggiunte, ma quelli che aprono o anno aperto da qualche anno stai pur tranquillo che farebbero prima a chiudere o a non aprire in questo paese!per il resto del discorso ti dò pienamente ragione!

    • Ciao Andrea.
      ho alcuni cari amici che hanno come te attivita’ proprie…chi più piccole chi più grandi….e sono come te con l’acqua non alla gola…ma di più, fin sopra la testa.
      Campano, non si sa come.
      La tassazione e’ al 54-56% circa a quanto mi dicono ed hanno molti clienti che non pagano.
      Questo scatena un sistema di “non pagamenti” a catena.
      I piccoli-medi imprenditori che hanno creato e tenuto in piedi il nostro paese, sono a vita breve ed il nostro “paese” li sta sterminando come mosche.
      E’ una sorta di selezione naturale economica che non lascia scampo purtroppo ai piccoli-medi e che sicuramente non rassicura persone come te che hanno appena iniziato il percorso da imprenditore.
      Cerca di tutelarti il più possibile perché non credo che lo stato ti possa aiutare.

    • Grazie Giovanni!
      Sono sicuro che se guardi dentro di te, il coraggio già ce l’hai.
      Moltissima gente che conosco ha coraggio da vendere.
      E’ l’ambiente che li circonda che non li sprona a tentare, il più delle volte, perché tutt’altro che incoraggiante.
      Grazie ancora per il commento.

  5. CIAO RAGAZI, VI RICORDO CHE GLI ITALIANI NON SONO TUTTI UGUALI, AD ESEMPIO OLTRE AD AVERE TENTATO FORTUNA IN AFRICA E MEZZA EUROPA, HO APPENA TRASCORSO 5 MESI IN AUSTRALIA PER CAMBIARE VITA, MA VI ASSICURO CHE QUANDO UNO HA MOGLIE E FIGLI, HA POCHE CARTE DA GIOCARE PERCHE’ SE ESCI DAGLI SCHEMI CHE CI IMPONE LA VITA QUOTIDIANA,PER AMICI E PARENTI DIVENTI SUBITO QUELLO CHE SI CREDE IL SUPER EROE, QUINDI CONSIDERA CHE SE LE COSE TI VANNO MALE POI DEVI AVERE UN CARATTERE FORTE PERCHE’ NESSUNO PIU’ TI AIUTA QUINDI,FAI ATTENZIONE A NON PARLARNE CON NESSUNO DEI TUOI PROGRAMMI DI CAMBIAMENTO. PS COMUNQUE VADA SARA’ UN SUCCESSO CREDETEMI, SI VIVE UNA SOLA VOLTA (MORIREMO TUTTI, FORSE ANCHE IO) Ciao Dario.

    • Grazie per il bellissimo commento Dario, e per aver condiviso la tua esperienza.
      Spero che queste tue parole vengano lette da più persone possibili, per dimostrare che i limiti che una persona si pone sono solo mentali e sociali.
      Tu, a quanto vedo hai dimostrato fegato e determinazione per seguire la tua strada, che alla fine e’ quello che conta di più secondo me, appunto perché siamo uno diverso dall’altro e ciascuno di noi deve seguire quello che ha dentro a prescindere da quello che la gente dice.
      Tu hai avuto coraggio ancora maggiore della norma per la tua situazione particolare e per le tue responsabilita’ da padre.
      Complimenti veramente.
      E continua a lottare. Vedrai che alla fine i tuoi sforzi verranno ripagati in qualche modo

  6. Quanti luoghi comuni! Condivisibili ma proprio ritriti e privi di qualunque spunto originale. Sono tra i classici discorsi che una persona fa con le altre quando proprio non gli riesce di rompere il ghiaccio (cioè di condividere una porzione di vita)

  7. Quanti luoghi comuni! Alcuni in parte condivisibili (magari i poveracci delle capanne che vivono 200 anni senza malanni non tanto), ma ormai proprio triti. Fa parte del classico tipo di discorsi che uno tiene con le altre persone quando proprio non gli riesce di rompere il ghiaccio (cioè di condividere davvero un pezzo di vita, dai 5 minuti in su).
    Forse l’unico spunto davvero interessante e su cui tra i blog non si vedono ancora enormi approfondimenti c’è: non è che lo shock di non avere più un lavoro garantito, che pochi si sarebbero procurati spontaneamente, ha il pregio di far capire non sulla carta, ma sperimentalmente, che il bisogno di tante cose è solo indotto per cui ci si può adattare e farcela lo stesso?

  8. Ciao Paolo, premetto che è il primo post tuo che leggo, trovato per caso su qualche bacheca di fb, e che commento a caldo.
    Mi trovi d’accordo su tutto, non fa una piega.
    Quando mi soffermo a ragionare sulla giornata tipo dell’italiano medio, (ma tutto il mondo è paese, o quasi) mi prende l’angoscia.
    A volte mi ritrovo a fantasticare sul lasciare tutto e trasferirmi in un posto che mi piace davvero, lasciando la valle inquinata in cui sono nata e da cui mi son spostata giusto quei 20 km, perché 20 km sono un buon compromesso tra la distanza che metti tra il paese che non ti calza più così bene, e i nonni che quando hai due figli sono una manna dal cielo.
    Dicevo, mi ritrovo in quello che scrivi, e che leggo spesso ormai da un po’ nei vari blog simili al tuo. Ma manca secondo me una parte importante in questa analisi.
    Manca la parte affettiva/famigliare.
    Come qualcuno ha già detto qui sopra, quando hai dei figli è difficile portare un cambio così radicale nelle proprie vite. E anche se fosse possibile materialmente, non sono così convinta che sarebbe giusto, per loro intendo. Voglio dire, io sono libera di fare e disfare la mia vita fintantoché non diventa un’imposizione per chi mi sta vicino.
    Il punto è, secondo me, che la parte affettiva non è una limitazione, ma una ricchezza. L’amore, la condivisione della vita con persone che ami e che ti amano sono altrettanto fonte di eccitazione, gioia, stimolo e senso di libertà. Lo ripeto, questo è il mio punto di vista.
    Io potrei girare il mondo, cambiare lavoro e vedere se riesco a cavare 2 soldi curando una mia grande passione che sono ora costretta a fare nei ritagli di tempo, vivere davvero con poco…ma se non potessi condividere tutto questo con i miei cari, credo perderebbe parte del sapore e del senso.
    quindi la sensazione che a volte ho, leggendo i vari blog di giovani come te, che scelgono una vita diversa, è che troppo spesso rischiano di perdersi una fetta importante e appagante, indispensabile, per me, per essere felici. poi chiaro, mica tutti devono metter su famiglia e fare figli. si può scegliere. e non esiste un solo modello di vita adatto a tutti.
    però nella vita qualche compromesso si deve pur accettare.
    io nel frattempo, tento di rendere un po’ più stimolante la vita che ho.
    e continuo pur sempre a sognare sui blog tipo il tuo, che ora andrò a guardarmi per bene 🙂
    scusa la lungaggine …

    • Sono davvero della tua stessa opinione. La parte affettivo familiare è fondamentale specialmente per noi italiani. E’ un discorso molto complesso ovviamente ma in altri paesi viene vissuto tutto in maniera differente. L’articolo di Paolo mi è piaciuto perché ha preso posizione. Il tuo commento perché vi era una “ragionevole passione”.

      Un abbraccio a tutti,

      Fabrizio
      http://www.myautographworld.com

      • Concordo pienamente con te Fabrizio.
        Vai a vederti il blog di Naza, perche’ e’ veramente carino.
        Molto interessante ed unico anche il tuo devo dire.

        grazie per il commento.

    • Ciao Naza,
      ti ringrazio moltissimo per aver aggiunto questa parte importantissima al mio post, che ovviamente mancava di “tenerezza”.
      a questo proposito, ti consiglio di leggere il mio post di agosto intitolato “le cose che ho perso”.
      Forse potra’ delucidarti su alcuni aspetti della mia scelta che ovviamente hai appena citato tu, ma che non sono riuscito ad includere per pertinenza in quest’ultimo articolo.
      Mi piace moltissimo il tuo blog e ti faccio veramente tanti complimenti.
      Bellissime le foto, ma ancora migliori sono le storie, raccontate con passione e dolcezza.
      Veramente un toccasana per le mie meningi, forse un po’ troppo intolleranti con quello che m’e’ rimasto di ricordo dell’ Italia.
      Grazie ancora immensamente.
      a presto.

  9. Adoro la passione con cui hai scritto l’articolo, travolgente. Devo discordare solo per un motivo. Non é la vita sedentaria. Non é il lvoro fisso o i figli o le abitudini che ci distruggono ma la totale inconsapevole NON conoscenza di noi stessi. Viviamo per sentito dire per “si fa cosi” per “di solito si dice questo” invece che pensare a conoscere la persone che vediamo nello specchio.
    Conoscere capire e fare amicizia con se stessi é la più grande delle avventure. Anche comodamente seduti in poltrona. 😊
    Buona vita

    • Grazie mille Andrea per i complimenti, ma soprattutto per la tua completezza di visione generale dell’argomento.
      Concordo pienamente che la carenza di conoscenza del proprio essere ci porta alla perdizione comune.
      Grazie per le belle parole.
      a presto

  10. Tutto giusto, condivisibile e logicamente non fa una piega. Sono d’accordo con te. Ma come la mettiamo con quelli che non vogliono lasciare l’Italia? Io sono una di questi, non lascerei questo paese neanche sotto tortura, lo amo con tutta me stessa nonostante i mille problemi che ha. Anzi, sono questi mille problemi che mi fanno incazzare e mi convincono ancora di più a restare per creare le basi per un paese nuovo, che funziona, da lasciare ai miei figli e ai miei nipoti. La mia battaglia è proprio questa: non scappare, ma restare e resistere con le unghie e con i denti per rendere il mio Paese un posto migliore. Quando sento parlare di tutte le eccellenze italiane (arte, cultura, scienze, duro lavoro, passione, buon cibo, luoghi che il mondo ci invidia) mi si riempie il cuore. Due anni fa non trovavo lavoro, e allora me lo sono inventato: ho fatto della mia passione un piccolo businnes e ho fondando la mia impresa. Sono ancora giovane, ma non vedo l’ora di avere dei figli per educarli alla bellezza, all’arte, all’amore e al rispetto. La morale è che condivido in pieno il tuo ragionamento, ma per me il vero coraggio non sta nel prendere e partire, ma nel decidere di restare 🙂

    • Cara Vale,
      condivido a pieno la tua opinione ed ammiro la tua determinazione nel voler risollevare un paese che a mio avviso invece, ha bisogno di gambe nuove.
      Non credo che lasciare il paese sia l’unica soluzione concepibile, ma ho sempre promosso il concetto di essere proattivi per quanto riguarda le proprie vite e responsabili delle proprie azioni e scelte.
      Quello che tu hai fatto ha sicuramente guadagnato la mia oltre che la fiducia delle persone che ti stanno vicino, nei tuoi confronti, anche se rimango dell’avviso che “logicamente parlando”, sia quasi una battaglia persa.
      Per come la vedo io, quelli come te si contano sulle dita di una mano monca, come dicono dalle mie parti, e purtroppo la stragrande maggioranza della gente, si lascia sbatacchiare dal sistema, non curandosi delle conseguenze.

      Spero veramente con tutto il mio cuore che la tua passione e il tuo amore per il nostro paese non vada a scemare mai.

      A mio parere, ci vuole coraggio a rimanere e ci vuole coraggio a partire.
      Due tipi diversi di coraggio, alimentati da speranze diverse.

      Grazie ancora per il bellissimo commento.
      Good luck with your adventure

  11. Complimenti per l’articolo,wow mi hai tolto parecchie parole di bocca,condivido pienamente ciò che dici.
    Io vivo da 2 anni e più a Toronto devo dire che sono felicissimo di averci provato,mi ha aperto gli occhi e mi ha fatto vedere e capire che persona ero quando vivevo in Italia,questa esperienza mi ha aiutato a crescere incontrare nuove culture e vedere come in Italia siamo ancora mentalmente troppo chiusi,amo l’Italia e capisco anche che non sia facile lasciarla (perché ovviamente non è stato facile anche per me) ma io consiglio vivamente a chi può un esperienza simile uscire,vivete un altro paese per un po’ vi gioverà sicuramente.
    Non voglio attaccare nessuno perché poi mi viene detto “bravo parli tu che te ne sei andato” ma la verità è che siamo un popolo di pecoroni e non c’è la voglia di fare,anzi si la voglia c’è di andare allo stadio a pestarsi per una stupida partita di calcio per sfogare le proprie frustrazioni della vita uno contro l’altro guardando quattro pagliacci che corrono dietro a un pallone per uno stipendio inimmaginabile,questo sì,invece di lottare per il proprio paese e riprenderselo,ecco perché mi vien da vomitare se ci penso a quanto siamo stupidi,ci stanno portando via l’Italia sotto il naso e manco ce ne rendiamo conto,ma come giusto che sia è come dicevi tu l’importante è caffè sigaretta calcio bella macchina e abiti firmati,andiamo così che siamo forti,e ora avanti con le critiche! A presto

    • Haha! Fantastico commento, amico mio !!
      Assolutamente d’accordo su tutto e sul fatto che ci vorrebbe più’ cultura di “prendere ed andare” anche solo per fare un’esperienza, nel nostro povero paese, dove per la maggior parte siamo attaccati alla gonna di MAMMA’ fino a 40 anni.
      Magari e’ un bene, perche’ come le mamme italiane non ce n’e’, ma magari e’ anche un male perché si sta troppo bene coccolati dalla famiglia, o no?!
      Ed allora si che condivido il tuo “essere pecoroni” e pigri, perché veramente chi ce lo fa fare di mollare tutto??
      Visto da fuori poi, viene tutto molto più all’occhio il fatto che in Italia si fanno delle cose che fondamentalmente sono illogiche e prive di senso, considerato il fatto che lo stiamo prendendo in quel posto da 30 anni e nessuno dice….anzi no….nessuno FA niente.
      In questo senso ti do ragione.
      Anch’io amo l’Italia. Ed e’ proprio per questo che m’incazzo quando la vedo sommersa di soprusi.

      Anyway, complimenti per la scelta Simone.
      Il Canada pare sia un gran posto dove si sta veramente bene.
      Take it easy e grazie per il commento.

  12. Non sono d’accordo… a parte le solite critiche facili che ormai conoscono tutti… c’è dell’altro… Vorrei che mi spiegassi, secondo te, che alternative può avere una persona che non ha un soldo, ovvero necessita di lavorare, sogna di avere dei figli (perchè, se partiamo dal presupposto che tu NON vuoi figli, non continuiamo neanche la conversazione) e probabilmente ha dei genitori che hanno bisogno della sua vicinanza! Certo, si fa presto a dire che “ci vuole la volontà” a mollare tutto… secondo me ci vuole più menefreghismo che volontà. Da soli, magari con 50mila euro ereditati (o risparmiati) in banca, è facile mettersi a girare il mondo, continuare a cambiare lavoro e residenza. Ma quando e se ti scontrerai anche con uno solo di questi motivi, se non sei egoista o menefreghista, entrerai a far parte di quelli che hai criticato!

    • Ciao Reddy.
      Grazie per il tuo commento e per aver espresso la tua opinione sul mio post.
      Premetto subito che condivido il tuo punto di vista e che spero di poterti delucidare in qualche modo sulla domanda da te posta.
      Se avessi avuto 50 mila euro ereditati o risparmiati, forse non sarei mai partito. 🙂
      Forse.
      La prima volta che sono andato all’estero, sono andato in USA.
      Di soldi non ne avevo. Cioè….avevo circa 1500 euro da parte, che mi sarebbero dovuti bastare per 3 mesi, dormire e mangiare. Lavoro non ne ho trovato.
      Poi sono tornato a casa. Ovviamente senza una lira.
      Ho lavorato 2 mesi e ho messo via altri 1500 euro e sono ripartito per altri 3 mesi. Stesso posto. Stavolta riuscii a lavorare 1 mese. Venivo pagato $500-$800 al mese. Poi sono tornato a casa e sono ripartito dopo 2 settimane. Altri 3 mesi.
      In 9 mesi non ho mai dormito su di un letto. potevo permettermi solo divani. Ci sono stati periodi che $15 mi dovevano bastare 1 settimana per mangiare.
      Vabbe’, mo non ti sto a raccontare tutte ste baggianate, di cui sicuramente non t’interessa minimamente; il mio punto e’ che i limiti nel fare le cose, sono MOLTE VOLTE solo mentali.
      L’adattamento e’ invece un’altra caratteristica chiave quando si vuole cambiare qualcosa nella propria vita.
      Dopo tutti i miei trascorsi ti posso assicurare che non me ne sono andato perché avevo soldi o perché ne ero alla ricerca, ma solo per conoscere me stesso e cercare di vivere in un posto che mi stimoli.
      L’Italia per me non e’ mai stato uno stimolo perché a casa avevo famiglia, amici e supporto.
      Lavorativamente parlando non m’ha interessato fin da subito per via che io volevo un lavoro dove avessi potuto praticare l’inglese, che mi piaceva molto (ai tempi 😉 ).

      Reddy, se non hai un lavoro, esci e cercatene uno. Magari non troverai subito un lavoro super ben pagato, ma da cosa nasce cosa.
      Se non hai soldi da parte, inizia a metterli via.
      I genitori necessitano sempre i figli vicino, anche se non hanno bisogno d’aiuto.
      I figli li puoi fare anche all’estero, le lo assicuro.
      Io voglio una famiglia mia, come te.
      Piu’ semplice di cosi’ non so come mettertela, ma a mio parere e’ proprio ridotto ad una mera scelta di azioni primarie.

      Individua le tue priorita’.
      Fissa i tuoi obbiettivi.
      E dai il 100% per realizzarli. anche solo poco alla volta. Nessuno ha detto che sia facile.
      Sono sicuro che pero’ riuscirai a raggiungerli.

      Spero di aver risposto al tuo quesito.
      Buon weekend.

      • Ehm… Credo che tu abbia totalmente sbagliato a farti l’idea del soggetto con cui stai parlando… Ho qualche anno in meno di te ma non sono un ragazzino che deve ancora capire come gira e che ha bisogno di consigli di questo genere… Ho un lavoro, guadagno bene, ho un mutuo ed una fidanzata… A breve spero anche dei figli… Finora tutti obbiettivi prefissati e raggiunti! Nonostante questo, anch’io sono stato in Inghilterra da solo per qualche mese, e non è stato facile… Mi è sempre piaciuto l’inglese e viaggiare… e mi piace tutt’ora! Sono stato anche negli USA… Ma, ad un certo punto, soprattutto se qui hai un lavoro che ti permette di vivere bene, delle persone che ti hanno cresciuto e che soffrirebbero la lontananza a lungo termine ed una persona che ami e con cui fai dei progetti (la quale a sua volta ha altri legami qui), risulta difficile pensare ancora a girovagare… Non è questione di paura, non sono il tipo che ha paura! E, visto l’andamento, se fossi un ventenne senza lavoro sarei il primo a partire per fare esperienze ed arricchire il mio bagaglio… Ma c’è anche chi ha un lavoro ed una famiglia, e fa dei sacrifici per portare avanti ciò che ha creato! Non esistono solo quelli che sfornano figli e poi si lasciano per la più banale cazzata!! Da qualche parte dovrai pur dormire anche tu per tutta la vita, no? C’è chi preferisce pagare l’affitto e cambiare continuamente residenza anche se non avrà mai una casa propria e chi invece preferisce acquistare una casa “a rate”, in un posto in cui è cresciuto e in cui sta bene, circondato da brave persone…
        Dici…”La gente pero’ non manca mai di lamentarsi” …certo! Io sono il primo! Sai perchè?? Perchè con semplici provvedimenti (che quei figli di puttana a Roma non prendono) staremmo tutti ancora meglio!!
        Dici…”La vita è comunque una gran palla” …beh, prima di tutto, se vuoi dare da mangiare ai tuoi figli, un lavoro dovrai averlo anche tu! Magari in culo al mondo, ma l’avrai! E non credo ti possa permettere di cambiarlo ogni 2 mesi… quindi la tua critica di “monotonia” vale per tutti quelli che lavorano! Ovunque! Sotto questo punto di vista, allora è monotona anche la vita dei “poveracci delle capanne” …Inoltre ti ricordo che una persona potrebbe avere malattie già a 40 anni, anche senza aver mai lavorato… dunque spendere i risparmi per curarti è cmq meglio di non poterti curare perchè non hai risparmi! Visto che la malattia non è sempre legata al lavoro… anzi, raramente di questi ultimi tempi!

        Quindi io ti stimo per il coraggio e la voglia di andare e rispetto la tua scelta ed il tuo punto di vista; condivido ciò che dici sui SUV enormi, i televisori di 200 pollici, gli smartphone da 1000 euro ed i social network, anche se questo è il presente e non ci scappi, e stiamo inoltre parlando di tutto il mondo! Sono d’accordo sulla banale rincorsa al calcio, alle veline e alle star, ma stiamo di nuovo parlando del globo intero! Inoltre temo anch’io per il futuro che potrebbe avere mio figlio in questo posto, ma penso che siamo tutti sulla stessa barca! Le maniche devi rimboccartele ovunque e comunque e ci vuole sempre un pizzico di fortuna… Se oggi io vivo in un posto che sembra non promettere nulla di buono e tu in un altro che funziona bene, non significa che in 20 anni non si ribalti la situazione!
        Quello che non condivido assolutamente è la tua critica generale su quelli che restano, che pagano le cose a rate, che si sposano e che vogliono una vita che dal tuo punto di vista è piatta! Se una persona con 30mila euro ci comprerebbe un’auto che le piace mentre tu ci andresti a zonzo per il pianeta per 2 anni, è una questione di gusti e preferenze personali!
        Ci vuole più forza di volontà e coraggio a restare e continuare quel che hai cominciato che a mollare tutto e ripartire da zero! In questo caso, diventi tu quello che ha paura… ed ha paura di costruire ciò che teme di non portare mai a termine!
        Il tuo discorso, oltre alla parte di bella esperienza personale ed esempio per molti, si trasforma poi in un rigurgito di luoghi comuni, di critiche facili e situazioni che conosciamo tutti (e che ci sono ovunque) concludendo con frasi filosofiche ed a lieto fine.

        Io sono già il mio eroe personale… costruisco i miei sogni e non vivo la vita degli altri… e nonostante ciò, ho un’idea di presente e di futuro diversa dalla tua!
        Io non sono “comodo sulle mia poltrona ad osservare la vita scorrere” ma, se devo usare la stessa logica, secondo me sei tu che sei comodo su un aereo o su un treno a guardare la vita scorrere.

      • Sicuramente hai centrato il discorso che ognuno ha il suo punto di vista.
        Rispetto assolutamente le tue decisioni e le condivido, oltre che a farti i complimenti in caso tu sia soddisfatto del tuo lavoro e della tua situazione.
        Non ho mai dubitato che in Italia ci sia gente che stia bene. Anzi ho proprio detto che quando sono tornato ho visto che la gente stava bene!
        In ogni caso, la cosa importante è che era un po’ insita nel mio post, é che ognuno di noi deve esser sicuro al 100% di quello che sta facendo e delle scelte prese.
        Ti ringrazio per i commenti.
        Credo che, anche se non hai condiviso alcuni punti da ma citati, il mio articolo ti abbia toccato e/o scosso, attirando la tua attenzione.
        Detto questo…
        …Goodluck with your adventure.

  13. Viaggiare è stupendo! Fra circa 4 mesi mi laureo e ho gia pronte le valigie per brisbane ma non condivido quello che dici sull avere una famiglia! Io voglio viaggiare e vedere il mondo per ora…ma poi trovo che sposarsi comprare casa avere dei figli e magari un cane non siano affatto cose noiose! Stare sempre in mezzo a persone che hai scelto nel posto che hai scelto… è una cosa meravigliosa! E penso che nn sia per niente una cosa statica… sai quanti imprevisti nelle famiglie… la verità è che per fare questo tipo di scelta non bisogna essere cretini ma coraggiosi e pieni di forza!

    • Ciao Paola.
      Grazie per il commento.
      Condivido in parte quello che tu dici; sono sicuro che il mio punto di vista (molto particolare) abbia urtato la sensibilità di coloro che invece vedono la vita di coppia e della famiglia regolare come cosa legittima.
      Sono sicuro che ognuno vede la vita in modo personale e la cosa più importante é essere consapevoli delle proprie scelte.
      Quando criticavo la vita stantia della quotidianità coniugale dell italiano medio, mi riferivo soprattutto a quelle persone che optano per questa scelta e poi finiscono per lamentarsi di continuo della vita meschina che fanno, trovando sotterfugi ed escamotages per ovviare alla loro realtà autoinflitta.
      Se invece si é felici, non v é alcun problema è condivido anch io quel tipo di scelta.
      Grazie ancora per aver espresso la tua opinione.
      A presto

  14. Hai scelto di parlare di un ” Topic” molto complesso,delicato e che ha fatto incazzare un bel po’ di gente.
    Molti ti hanno criticato, ma diciamo che anche io quando torno in Italia, noto quello che hai notato tu. Certo la situazione non è delle migliori, e diciamo che (non ho nulla contro di loro) ma c’è una certa politica sull’immigrazione che ha uno scopo ben preciso a mio parere, ma non dico di più.

    Condivido il tuo pensiero, ma sinceramente, un commento mi ha fatto riflettere, sei veramente comunista e ricco? No perchè, di tutto quello che hai scritto, è una informazione essenziale quella. Sai fossi stato uno di destra e povero, allora avresti avuto ragione :).

    Comunque ti sei dimenticato di dire che è colpa è della Germania, e no nostra che dormiamo, se l’Italia è cosi.

    Ma sono anche io un comunista ricco, che ha deciso di andare a vivere in Scozia, perchè non è rientratto negli 80 euro del magico Matteo.

    Leggendo i commenti a questo tuo articolo capisco perchè l’Italia finirà in un certo modo.

    • haha grazie mille per il tuo commento! 🙂
      M’hai fatto sorridere sicuramente, ma non più di quello che m’ha scritto se ero per caso un comunista arricchito la prima volta. Scusa ma e’ arrivato prima lui.
      Sicuramente il mio articolo era di carattere polemico e, quando l’ho postato su Facebook, ho appunto aggiunto “chi ha la coda di paglia non legga questo post”; risultato, ho ricevuto una valanga d’insulti, ma anche qualche bel commento da persone intelligenti, che hanno capito che il mio era solamente un punto di vista molto critico e personale sulla società moderna in generale, con particolare riferimento a quello che sta succedendo da noi.
      Ergo, come dicevo, c’e’ gente che nonostante abbia letto il mio post, s’e’ sentita tirata in causa ma non s’e’ sentita “la parte lesa” del discorso; altri invece (con la coda di paglia) appena letto il mio articolo, hanno improvvisamente sentito un sentimento di astio nei miei confronti appunto perché sentitosi attaccati dalle mie parole.
      Sono certo che il tuo essere comunista arricchito in Scozia sia ben visto. Ricordati di cambiare in Fascista arricchito in caso tu dovessi finire in Germania per qualche motivo. 🙂
      Quello che forse non trapela molto da quello che scrivo di solito e’ che io AMO L’ITALIA. La amo a tal punto che non riesco nemmeno a vederla perire sotto le fustigazioni che noi stessi le infieriamo.
      Ed e’ per questo che me ne sono andato. Non credo nelle ingiustizie. E purtroppo nel nostro bel paese, l’ingiustizia e’ all’ordine del giorno.
      Detto questo, credo che ci siano tante persone come me e te che ancora hanno speranza in un risorgimento culturale del nostro paese.
      Un post alla volta.
      Speriamo in qualche “grillino”. 😉
      accidenti…saran mica comunisti arricchiti anche loro?!

      Ciao e grazie ancora.

  15. Ahahahahahah ci penserò.
    Prima della Scozia ho vissuto un anno in Germania, e non escludo di tornarci in futuro, anche perchè, per quanto se ne dica, i Tedeschi sono molto simpatici, amichevoli e si sta bene in Germania, se sei un tipo che si sa adattare e non pretendi di trovare il paradiso o che tutto ti sia dovuto. Ovviamente, dipende da persona a persona, come in Italia ma io mi sono trovato benissimo.

    Quindi sicuramente, come hai scritto, mi potrei firmare “Fascista arricchito” sempre se non becco una denuncia da quei simpaticoni di Italiani che fanno dell’apologia del fascismo un mantra.

    Comunque, oltre lo scherzo, io sono convinto di una cosa, chi vive all’estero ( per un periodo lungo, parlo almeno di 2/3 anni) ama l’Italia molto di più di chi rimane.
    Riconosce i tanti difetti ma sopratutto i tanti pregi, ed è per questo che di solito uno si incazza (si può scrivere, o visto che non sono un VIP, non fa ” cool ” dirlo ?) per le tante boiate che fanno nel nostro paese e del fatto che la gente non dica nulla.
    ” Certo mi dassero pure a me 80 euro TASSATI, anche io sarei felice come una Pasqua, potrei andare un sabato in piu in pizzeria” :).

    In ogni modo lasciamo perdere, bel blog, bell’articolo e come dico sempre.

    Pace a tutti.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s