Viaggiatori o Turisti? 5 cose che ho imparato viaggiando

Azonzo-travel-Australia-mapIl mondo si può dividere in due grandi categorie.
I Viaggiatori ed i Turisti.
Sin dai tempi più antichi i viaggiatori erano dei personaggi particolari  all’interno della società. Per molti di essi, in principio, viaggiare era un arte ed un lavoro, in quanto venivano pagati per andare ad esplorare terre lontane e portare in patria informazioni utili e tesori trovati.

Oggi invece lo stereotipo del viaggiatore ha preso una definizione ben più ampia.
Grazie alla tecnologia, viaggiare non è più una cosa così astrusa e chiunque con un po di voglia può affrontare il grande passo, armati solo di uno smartphone, uno zaino ed una manciata di euro.
La sto facendo facile, dite voi? Beh, si basti pensare ad una sessantina d’anni fa, quando ancora i primi emigranti si dovevano spostare in nave, viaggiando anche uno o due mesi per arrivare a destinazione, e dovevano comunicare con le persone care via lettera o telefono.
Assurdo ovviamente ai nostri occhi, vista la tecnologia che ci ritroviamo al giorno d’oggi, ma per molti e’ stato il prezzo da pagare per poter magari solo riuscire a far mangiare le proprie famiglie.
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Tornando a noi, cosa distingue il Viaggiatore dal Turista oggigiorno?
Il viaggiatore è quella persona che HA BISOGNO di viaggiare per non impazzire e stare bene con se stesso.
E’ una persona che semplicemente sente, dal profondo della propria anima, che DEVE ANDARE A VEDERE cosa c’e’ in fondo alla via, oltre la siepe o dall’altra parte dell’oceano.
Il viaggiatore si distingue dalle persone “normali” che incontri per strada, nei bar od alle feste, perché l’unica conversazione che uscirà dalla sua bocca è riguardo il suo ultimo viaggio, che ovviamente gli ha cambiato il modo di vedere il mondo, oppure riguardo la sua prossima avventura.
Troverai il viaggiatore spesse volte indossare vestiti comodi, che stonano un po’ con la moda locale, quasi come se dovesse essere sempre pronto a partire; avrà sempre lo sguardo rivolto un po’ verso l’orizzonte, come se dovesse sempre cercare punti di riferimento per orientarsi, anche se in un posto che conosce benissimo oramai.
Il viaggiatore e’ spesse volte una persona molto dinamica, che fa mille cose tutte assieme ed a cui piace essere coinvolto sempre in cose nuove.
Il viaggiatore e’ quella persona che all’estero e’ disposta a provare quello che la cucina del luogo offre, solo perché diverso da quello che comunemente mangia.
Il viaggiatore è uno che di solito è capace di ascoltare; è una persona aperta di mente ed adora raccontare le sue avventure, non per il piacere di vantarsi con gli amici, ma per diffondere cultura e conoscenza, spesso magari sfatando negativi luoghi comuni di solito divulgati dal TURISTA.tourist-travelers-quote

Il turista….beh, ce ne sono di diversi tipi; generalizzare non sarebbe nemmeno una cosa corretta.
Il turista comunque e’ quello che di solito generalizza, quindi per par condicio, faro’ lo stesso con lui.
Questi, quando visita un posto nuovo, non fa altro che paragonarlo a casa propria, od a dire che la gente e’ strana, che fa troppo caldo o freddo, che non fanno gli aperitivi come nel suo baretto preferito od a come non sta mangiando bene come a casa sua come piace a lui.

Ma perchè una persona dovrebbe mollare tutto…..un lavoro, la casa, gli amici, la famiglia ed il baretto degli aperitivi per un qualcosa che non si sa se ci piacerà o per un qualcosa che magari potrebbe metterlo nei guai invece che rimanere nel comodo del proprio paese?
Non e’ forse meglio massacrarsi quel poco di fegato rimasto con una valanga di spritz?

E’ proprio questa la differenza tra il viaggiatore ed il turista.
Il primo HA BISOGNO di viaggiare, mentre il secondo ha bisogno solo di rompere un po’ la monotonia giornaliera.

E proprio di questo che voglio parlarvi oggi, elencandovi i 5 benefici che ho ottenuto viaggiando.

1) Viaggiare ti fa crescere
Non c’è modo migliore per sapere CHI SEI, se non mettersi alla prova in situazioni diverse e con persone diverse. Una delle cose che non ci viene molto consueto fare è il chiedersi che tipo di persone si è; sembra quasi una banalità, ma se io ora ti chiedessi:”Tu, chi sei?” voglio vedere quante persone riescono a rispondermi immediatamente senza dire la professione che si fa (tipo io sono un idraulico, sono un dottore, ecc). Non necessariamente quello che facciamo come professione lavorativa, deve determinare che tipo di persone siamo. Sapere che tipo di persona si è e che cosa si vuole dalla propria vita sono domande che non ci si pone spesso a causa della routine e della vita che si ripete uguale tutti i giorni.
Quello che invece è importante capire è che noi invece cambiamo ogni giorno e che a volte ignoriamo questo fatto a caro prezzo; comprendere il proprio cambiamento ci fa capire dove si sta andando ma soprattutto se si sta andando nella direzione giusta con la propria vita. 

2) Viaggiare ti apre la mente
Un luogo comune un po’ cliché, se si vuole, ma essere esposti ad una cultura diversa, una lingua diversa, una cucina diversa od un posto diverso da quello cui si e’ vissuti sin da quando siam venuti al mondo, ci aiuta a capire come possa essere il punto di vista altrui.
La curiosità che una volta ci teneva in vita da bambini, in età adulta sembra quasi svanire, come la fiamma di una candela, che mano a mano diminuisce d’intensità non trovando più cera da bruciare.
Conoscere cose nuove ogni giorno, imparare a farci capire da gente che non parla la nostra lingua, iniziare a fare “i primi passi” in un paese tutto nuovo, proprio come un bambino, tiene la fiamma accesa e ben viva, mantenendoci anche giovani.

3) Viaggiare e lavorare è meglio che…lavorare
Credo che questa io non la debba proprio spiegare, perché si capisce da soli il motivo per il quale il lavoro nel solito posto per tutta la vita non riesca a battere il fantastico piacere che si prova nel viaggiare e reinventarsi ogni volta in un nuovo paese.
Insomma, il valore aggiunto del “viaggiare”, rende il lavorare (anche se spesse volte si viene a lavorare più duramente di quanto si potrebbe lavorare nel proprio paese) più piacevole oppure più stimolante.
In ogni caso, cambiare lavoro e stimoli, fa bene.

4) Viaggiare ti fa apprezzare le cose che veramente ti mancano di casa.
Non c’e’ modo migliore per capire cosa veramente ci piace e cosa veramente ci manca di casa, quando non ce l’abbiamo più a disposizione per un lungo periodo.
Persone incluse.
Ovviamente qui c’e’ un piccolo rovescio della medaglia, in quanto ci si dimentica anche delle cose che magari c’hanno esasperato, invece che tenere quelle bene a mente.

5) Viaggiare ti fa capire che siamo tutti cittadini del mondo.
Con i tempi che corrono a livello economico, capire questo fattore della propria esistenza, e’ un passo fondamentale verso il futuro del pianeta, oltre che offrirci un mondo d’illimitate possibilità.
Mi spiego meglio. Negli ultimi anni, l’economia mondiale e gli accordi tra nazioni, hanno fatto in modo che moltissime persone abbiano potuto cambiare paese, molto più che gli anni in cui c’erano ancora frizioni tra i popoli.
Si basti pensare a come i Cinesi, gli Indiani, i popoli del Sud America e dell’ est e sud Europeo, si siano spostati in tutto il mondo negli ultimi 60 anni, creando ovviamente nuove attività e portando forza lavoro e cultura in paesi dove magari non v’era multietnia in precedenza.
Per farvi un esempio calzante, basta pensare al numero d’italiani qui in Australia (dove l’italiano e’ la seconda lingua più parlata).
Anche l’Italia, nonostante la sua decadente economia, risulta ancora un paese migliore per alcuni popoli, come quelli africani, cinesi od est europei.
Vivere in un altro paese, non solo ti fa rendere conto che questa migrazione accomuna un po’ tutto il pianeta e che il mondo piano piano si sta trasformando in un unico grande Paese ricolmo di gente di ogni razza e colore, ma anche del fatto che SIAMO NOI STESSI gli immigrati in cerca “di fortuna”.
Dopo aver capito tutto questo, ci si rende conto che sentirsi SOLO cittadini italiani, e’ alla fine molto limitante.
Bisognerebbe sentirsi cittadini del mondo, per accomunarsi alle persone con le quali ogni giorno vivono intorno a noi, che non sono più solo ed esclusivamente di origine italiana, ma sono persone a cui piace il posto in cui viviamo, a prescindere da dove provengono.
Lo stile di vita ed il rispetto reciproco sono le qualità che dobbiamo apprezzare dei nostri vicini, non la loro provenienza.
Bisogna abituarsi al fatto che saremo tutti multicolore….o tutti beige tra qualche centinaio d’anni, visto che piano piano ci stiamo mescolando tutti.
Bisogna uscire dallo stereotipo di avere solo l’Italia od il nostro paesello come sbocco professionale ed aprire la nostra mente al mondo intero.
Solo allora si capirà che non c’e’ più nessuna crisi….ma solo un infinito mare di possibilità a nostra disposizione.

Sta solo a noi andare a prenderle.

Enjoy.

4 thoughts on “Viaggiatori o Turisti? 5 cose che ho imparato viaggiando

  1. La partenza non e’ stata delle migliori, non si puo’ fare una distinzione cosi’ netta, secondo me: ci sono diversi tipi di viaggiatori e diversi tipi di turisti, generalizzare e’ un errore.
    Proseguendo, ho apprezzato molto di piu’ la seconda parte del post, dove mi sono anche molto ritrovato nelle tue parole. 🙂

    • Grazie per il commento fede.
      Credo che a mio discapito e malinquore io debba rimanere della mia ipotesi.
      Si puo’ comunque passare da essere l uno o l altro dipendentemente dalla propria situazione…. Ma mai entrambi.
      O forse mai dire mai

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