Tappa 3: Perth ed il Western Australia

PerthCon un “leggero” ritardo, eccovi il terzo post della serie.
Il racconto è un po’ lungo, perché copre praticamente gran parte del nostro viaggio, quindi brace yourself e mettetevi comodi, si parte per il SOUTH-WEST AUSTRALIA !!

Prima però devo scusarmi. C’ho messo veramente una vita a scrivere questo post.
Facciamo così, se tutti voi donate 100 euro, mollo i miei due lavori e scrivo tutti i giorni, così non vi faccio più penare, ok!??!
…intanto, mentre aspetto di ricevere le vostre donazioni…

…eravamo rimasti sull’aereo, se non sbaglio.

Dopo il fantastico viaggio sulla Great Ocean Road e la breve visita ad Adelaide, la tappa successiva sul programma era la città più popolosa del Western Australia.
L’eccitazione nel vedere finalmente Perth era altissima, visto e considerato che ne avevo sempre sentito parlare parecchio bene da tutti per quanto riguarda il lifestyle ed il lavoro.
Le sue peculiarità sono però altre: è la capitale nazionale del mining, è la città che ha il parco più grande al mondo (King’s Park), è la metropoli detentrice del primato di città più isolata al mondo (la più vicina è Adelaide a 2200km di distanza), ed è in assoluto il più rigoglioso centro economico della costa ovest di questo immenso continente.

Con una popolazione di quasi 2 milioni d’abitanti (…), Perth si presenta, a mio avviso, come una delle città più dinamiche al mondo. Nonostante sia una vera è propria metropoli, le sue spiagge sono incantevoli ed i suoi parchi sono incredibilmente curati; esplorando un po’ il centro e dintorni, ci si rende conto subito che questo lato dell’Australia non ha assolutamente nulla da invidiare alla costa est, nonostante quest’ultima sia la più popolosa.

I rumors che poi Perth sia in completo BOOM ECONOMICO, non sono certo infondati, visto che per quello che mi riguarda ho praticamente visto una città in totale rifacimento.
housesperth
La zona della stazione era tutta in costruzione, così come la zona pedonale nel centro e la “marina”, che si affaccia sull’enorme bacino dello Swan river.


Per quello che riguarda la “bellezza” della città, posso sicuramente dirvi che non ho avuto una bella esperienza per via di tutti questi cantieri ed edifici in via di sviluppo, ma quello che è certamente saltato all’occhio è l’altissima cura per la natura, lo stile e raffinatezza che solo una città giovane ed in espansione come questa può dare.

Il nostro soggiorno in questa città è stato a dir poco fantastico, anche grazie alle piacevoli giornate in compagnia di Emanuele, un amico che s’è appena trasferito dalle ridenti campagne Umbre alle ricche colline di Perth.

Dopo la prima  breve sosta in città, ci siamo subito diretti verso nord, in esplorazione di paesaggi più tipici del Western Australia.
Basta infatti fare un centinaio di chilometri a nord di Perth e ci si ritrova immersi  nel nulla più assoluto, circondati solamente da deserti da una parte e spiagge immacolate dall’altra.

Questa zona del Western Australia infatti era migliaia di anni fa ricoperta dall’oceano; con il passare del tempo l’acqua s’è ritirata lasciando alle sue spalle solamente sabbia e fossili.

Il deserto dei Pinnacoli è la prima attrazione di rilievo che si incontra, dirigendosi verso il desolato nord.
Lo spettacolo che si presenta di fronte agli occhi dei suoi visitatori è decisamente unico: una distesa immensa di rocce impiantate nel suolo, qualche arbusto e nient’altro nell’arco di chilometri.

L’ingresso al parco è intorno ai $10 dollari per un intera auto e vale sicuramente la pena sia per chi si vuole avventurare a piedi, sia per chi vuole rimanere nel confort della propria auto (il tracciato è totalmente agibile per qualsiasi auto). Una cosa da fare sicuramente è andare a vederli verso il tramonto, quando la luce cambia rapidamente e si vengono a creare giochi di colori ed ombre incredibili.

Il suolo arido e giallastro è costellato da queste “stalagmiti”, di diverse dimensioni e di consistenza porosa, che spuntano dal terreno in modo sparso e confuso quasi.
Ad ogni pinnacolo poi è associato un piccolo arbusto, che parte  di solito dalla base di ognuno di questi. L’effetto ottico che il deserto crea, lascia proprio a bocca aperta. Sembra quasi un cimitero alieno, dove i pinnacoli prendono le sembianze di tante lapidi.

Senza contare che, durante il tragitto in mezzo al deserto, abbiamo anche avuto la fortuna d’incontrare una mamma Emu, con tanto di figlioletti a seguito.

È stato incredibile scambiare sguardi con questo strano animale; l’emu è uno degli animali simbolo dell’Australia, essendo presente anche sul Coat Of Army, emblema di questo paese.
Particolarità di questo bestia? Le femmine sono più aggressive dei maschi e quest’ultimi si prendono cura di crescere i figli appena nati, mentre le femmine si fanno gli affari propri.
Adesso ho capito da dove hanno preso gli australiani !! 😉
777px-Australian_Coat_of_Arms

Per concludere, il deserto dei pinnacoli è certamente uno di quei posti dove la natura ammutolisce per la sua maestosità e dove ci si ritrova a scattare una moltitudine di foto tutte uguali, che poi si cercherà di giustificare al povero malcapitato al quale le farete vedere la prima volta, di ritorno dal vostro viaggio ( in questo caso VOI).

Dopo esserci soffermati per la notte nella felice e tranquilla cittadina di Cervantes, ed aver finalmente avuto il nostro primo incontro ravvicinato con due canguri giganti, abbiamo deciso di dirigerci a sud verso Perth, invece che continuare la nostra ascesa verso la famosa Shark Bay.
I tempi alquanto stretti e le distanze così elevate non permettono infatti al turista, con una durata di viaggio limitata, di visitare proprio tutto. Bisogna fare delle scelte e noi abbiamo fondamentalmente scelto di vedere anche la Barriera Corallina (la prossima puntata…), invece che spingersi verso Exmouth e Broom, quest’ ultima distante da Cervantes più di  2000 km.

Abbiamo optato  quindi per il rientro su Perth percorrendo tutta la Sunset Coast che, oltre a comprendere una famosa Tourist Drive, si distingue per essere una delle zone più lussuose ed incredibili che io abbia mai visto.
La “costa del tramonto” parte in sordina, più o meno da  Two Rocks ed arriva fino a Freemantle, una pimpante e stilosa cittadina a pochi chilometri a sud di Perth,passando da Jindalee, Mullaroo, Hillarys, Sorrento, Trigg e la popolare Scarborough.
Il lungomare è una sfilata  di mega ville, che sembrano venute fuori da una rivista di ricchi e famosi, con accesso diretto al mare praticamente privato.

In Australia, non si può parcheggiare “dove si vuole”, come invece è un po’ usanza da noi in Italia, quindi bisogna sempre cercare un’area di sosta adibita od un parcheggio a pagamento.
Lungo questa parte di costa, molte volte non ci sono parcheggi pubblici  a ridosso della spiaggia, lasciando praticamente senza scelta i poveri malcapitati di passaggio e regalando accesso alla spiaggia ai soli abitanti di questi immensi quartieri di villazze da panico, che invece devono solo uscire dalla porta di casa ed attraversare la strada per farsi un sano bagnetto in queste acque cristalline.
…Come rendere “il suolo pubblico”, privato senza disturbare…

Il primo tratto di spiaggia usabile dal pubblico, partendo dall’inizio della Tourist Drive 204, è Mullaroo, dove finalmente ci si può fermare e godere un po’ delle fantastiche spiagge bianche del WA.
La nostra discesa verso Perth c’ha visto pernottare in una delle cittadine di riferimento, sede del recentissimo campionato di Lifesaving Aussies 2014: Scarborough.

Il paesino si presenta come una tranquilla ma alquanto gettonata località di mare per gli abitanti di della città; sembra quasi che infatti i residenti della zona urbana di Perth convergano tutti qui, nella ricerca di un po’ di refrigerio, durante le calde giornate d’estate.
Tutto è decisamente su misura ed in classico stile “aussie”, a parte il Rendezvous Hotel di 20 piani che è stato costruito proprio in fronte alla spiaggia; un po’ un “pugno nell’occhio” se vogliamo (anche questo direi un classico stile da bar aussie 😉 ).

Un altro paesino di mare degno di nota, è Cottesloe; leggermente più contenuto nelle dimensioni ma sicuramente meno commerciale di Scarborough, soprattutto per godersi qualche bel tramonto, seduti sui comodi prati a ridosso della spiaggia, sorseggiando un bel bicchiere di vino e gustandosi un picnic.

Spostandosi invece verso sud, non si può certo non citare Fremantle.
Famosa per essere un po’ la parte hipster (od “alla moda”, come diciamo noi altri) di Perth, vanta infatti la famosa Cappuccino road, una strada ricolma di cafes e ristoranti di ottimo livello, alcuni edifici storici come la Round House, una delle prigioni degli antichi insediamenti bretoni, e la zona portuaria, con questi enormi hangars, dove sorgono ora la Little Creature Brewery (famosa birra locale) ed altri localini sfiziosi.

Le temperature in questa cittadina raggiungono i 40-42 gradi d’estate, che vengono grazie a dio contrastati nel pomeriggio dal un vento, chiamato dai locali “the Doctor” che,  provenendo dal fresco oceano rinfresca i poveri abitanti di Fremantle, stremati da troppi cappuccini e troppo shopping estivo.
Sta di fatto comunque che questo vento è un toccasana per gli abitanti della costa ovest, che si ritrovano puntualmente a far i conti con queste incredibili temperature, capaci di tramutare un’intera città in un’enorme forno.
In quel di Sydney è capitato un paio di volte di avere 40 gradi, portati gentilmente dal vento del deserto, e vi assicuro che l’unica salvezza è  stare vicino al mare, per trovare un po di refrigerio.

Quest’anno l’Australia ha avuto 2 forti ondate di caldo; una a Melbourne ed Adelaide, proprio durante gli Australian Opens di tennis, ed una qui a Perth, durante le quali le temperature sono arrivate intorno ai 45 gradi, causando incendi ed ogni altro disastro che un clima del genere può causare.

Per quanto ci riguarda, siamo stati fortunati, perché siamo partiti da Melbourne il giorno prima dell’arrivo della Heat Wave, e siamo arrivati a Perth, il giorno successivo ai 3 gironi di forno a cielo aperto che la città ha ricevuto.

La nostra avventura stava comunque proseguendo ottimamente, con direzione  verso la rinomata Margaret River, un paesino a circa 250 chilometri a sud di Perth, famoso per i suoi vini. Lungo la strada ci siamo fermati in una ridente cittadina famosa invece per le sue riserve naturali: Rockingham.

La città è conosciuta per la sua Isola Giardino, dove si possono apprezzare numerose razze di uccelli e dove è possibile passare la giornata con la famiglia o gli amici, in una delle sue fantastiche calette. L’isola è raggiungibile via auto tramite un ponte artificiale oppure attraverso imbarcazioni, anche private. La marina militare protegge questa bellissima isola, che è stata disinfestata da tutti gli animali non originari del luogo, per conservarne l’ecosistema.
La penisola che si congiunge con Garden Island, si chiama Point Peron ed è un paradiso per i sommozzatori e per gli amanti dello snorkeling.
Tutta questa zona infatti era una volta un promontorio, ma con il passare delle ere glaciali ed il susseguirsi degli eventi tettonici, l’intera area fu ricoperta dalle acque, creando un mondo sommerso non indifferente.
Vale la pena inoltrarsi tra questi sentieri e lanciarsi nelle cristalline acque circostanti. Quello che si può trovare sommerso è veramente emozionante.

Un’altra isola nelle vicinanze è Penguin Island. Questa è ancora più vicina alla costa e la si può raggiungere praticamente A PIEDI; l’acqua è talmente bassa che si può effettuare la traversata di 10-15 minuti, letteralmente a piedi con l’acqua ad altezza vita.

Ovviamente I cartelli di pericolo ed il fatto che ci sia un business atto al mero trasporto da costa a costa, scoraggiano altamente l’attraversata a piedi per via di “forti correnti”, improvvisi avvallamenti, attacchi di squalo, presenza di nudisti, e pericolose parrucchiere armate di fon, in riva all’oceano.

Insomma, non c’è che dire che l’Australia faccia un sacco di soldi, oltre che grazie al turismo, anche sullo spauracchio delle proprie “attrazioni mortali”, che nonostante siano senza dubbio pericolose e da non sottovalutare, non sono propriamente SEMPRE MORTALI.
La maggior parte della gente al mondo infatti, grazie a fantomatici racconti romanzati, scritti da curiosi individui, crede che in Australia ci siano canguri per la strada, koala ad ogni semaforo, serpenti mangia uomini nei boschi, ragni assassini praticamente ovunque (particolarmente assetati di ignari turisti) e great white sharks affamati  a caccia di esseri umani, anche dove l’acqua è 50 cm di profondità.
Ma parleremo di questi miti e leggende metropolitane in un altro contesto.

Sta di fatto che ho fatto l’attraversata a piedi senza problemi e con molto piacere vi dirò, guardando soddisfatto le facce tristi di chi ha dovuto invece attendere (e pagare) il battello e stringersi ad una cinquantina di turisti sudati per andare a vedere l’isola.
Ovviamente ho chiesto il permesso al Lifeguard che era di pattuglia, prima di attraversare, e consiglio tutti di chiedere sempre quali sono le condizioni dell’oceano prima di entrare ed avventurarsi in qualcosa sul quale non avete esperienza a riguardo.

L’isola dei pinguini è praticamente una riserva naturale di tutto rispetto; centinaia di razze d’uccello diverse e pinguini che ovviamente sono rintanati da qualche parte anche se il nome dell’isola fa immaginare il contrario. Gli unici visibili sono quei 4 che tengono in una vasca, per lo “show”, che in pratica consiste in 15 minuti nel quale gli danno da mangiare (pagando anche questo). L’isola vale la pena vederla, ma non sono sicuro a riguardo allo show (PS: entrate comunque a vedere i pinguini. Non vi dicono nulla).

Spingendosi invece più a sud, famosa come dicevo prima per i suoi vigneti e per l’ottimo cibo, v’è Margaret River, una ridente cittadina di surfisti (non si direbbe) nel mezzo di campi e proprietà agricole.
Forse è la città “non proprio sul mare” che ha sfornato la quantità di surfisti professionisti più alta al mondo, e percorrendo i 600 metri di strada che la compongono, viene naturale chiedersi anche DOVE SIANO tutti questi surfisti e soprattutto il mare!
Il paesino sembra più che altro una località montana, dotata sinceramente di una delle più buone bakeries che abbia mai provato all’estero.
Oh my god! Che panini e che Brioches !!
Il pernottamento è stato fatto in quest’hotel tutto in stile marittimo e costruito praticamente sugli alberi (info a riguardo a richiesta se volete); per rendere l’esperienza completa invece siamo andati a mangiare in una delle tenute vinicole più famose, dove c’è stato servito un pranzo a 5 stelle ad un prezzo decisamente proporzionale.

Per il resto, il paesino è molto tranquillo; i veri gioielli però non sono le vinerie che la circondano, ma bensì le spiagge che la costeggiano.
Tra le più famose c’è sicuramente Redgate beach, Gnarabup, Yallingup e Cape Naturaliste, con la sua incredibile Meelup beach.

Sarebbe difficile descrivere questi posti a parole, per cui vi lascio volentieri con alcune immagini.

Concludendo, la nostra visita a Perth e dintorni è stata senza dubbio fantastica, soprattutto per me che ho sempre vissuto dall’altro lato dell’Australia, fantasticando su come potesse essere la vita nella costa ovest.

Ovviamente ora l’aspettativa per la Sunshine Coast e la Great Barrier Reef si erano fatte decisamente alte, ma al tempo stesso sapevo che ancora una volta l’Australia c’avrebbe stupito e c’avrebbe sorpreso con spettacoli che non ci saremmo nemmeno potuti immaginare.

Alla prossima (e credo ultima) puntata, quindi!
Grazie per aver letto fin qui senza essere svenuti o senza aver gettato il portatile dalla finesta.
Prolisso, ma a fin di bene!

enjoy

2 thoughts on “Tappa 3: Perth ed il Western Australia

  1. Bellissimo articolo e foto! Dovresti lavorare per la Lonely Planet! 😀
    Fa proprio venir voglia di tornarci/andarci!
    Aspettiamo la prossima puntata!!

    ps: La città ‘Scopa’ mi mancava! Broom? 😛

    • Magari Eva!! Magari !!!
      Sarebbe veramente un sogno.

      Il prossimo progetto comunque lo prendo più in modo professionale.
      Questo mio blog è purtroppo solo un hobby, ritagliato tra mille lavori e cose da fare.

      Speriamo che il prossimo “capitolo” mi dia la possibilità di camparci!

      Grazie per il commento!!!
      un abbraccione!

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